Silvio Baldini. “Sei una testa di cazzo!” Luca Farinotti (su Il Mané, fanzine sulla poesia del calcio, 4 dicembre 2025 | Garrincha Edizioni)

Quando il giovane Andrea Pisanu arrivò al Parma, dopo il fallimento di Varese, era un ragazzo solo, un nessuno di passaggio tra campioni come Frey, che se la tirava come qualsiasi francese al mondo, o Mimmo Morfeo che, da buon abruzzese, parlava poco e niente. Pisanu, da autentico sardo, parlava ancor meno. E galleggiava, in attesa di tornarsene in C da lì a poco.

L’allenatore era Silvio Baldini, uomo forte, di valori forti, che trattava tutti allo stesso modo: francesi, sardi e abruzzesi. Matricole e senatori. Baldini se ne fotteva delle caste. Era un Luporini del calcio che, guardando le persone dritto negli occhi, non faceva mai finta di essere sano. Però era così limpido in tutto quello che faceva, da rendere graniticamente vero quello che poi diceva.

Sempre.

Così insegnava a vivere ancor prima che a giocare a calcio.

Una mattina di fine settembre, i titolari via con le Nazionali, al campo sono pochi, le riserve. Libero da paragoni, a suo agio, Pisanu fa una giocata, due, tre. All’improvviso Baldini stoppa l’allenamento, furioso – Ferma, ferma, ferma tutto! urla. Poi indica Pisanu col dito, – Tu! Sì tu, proprio tu, coglione! Sei una testa di cazzo! –

Ma cos’ho fatto? Stavo andando a mille, pensa Pisanu.

– Sei una vera testa di cazzo, perché con le qualità che hai, potresti giocare cento partite in Serie A e, invece, stai qui ad aspettare una squadra di Serie C che venga a prenderti. Svegliati!

Poi si gira verso Budel – Tu sei più testa di cazzo di lui, sei il suo amico e non lo aiuti a esprimersi.

Gli altri calciatori se ne stavano sulle gambe in silenzio, non certo a interrogarsi sul concetto di partecipazione, mentre Pisanu, dapprima profondamente scosso, comprese come il senso di quel momento non fosse nelle parole in sé, quanto piuttosto nel momento stesso in cui Baldini gliele aveva urlate: l’apice di un rapporto silenzioso, con la verità sempre presente sullo sfondo, di cui, fino a quell’istante, non era stato consapevole.

Il timore di un transito, d’incanto, tornò a essere intenzione del volo: a Parma, Pisanu rimase otto anni, diventò titolare e, soprattutto, uomo.

 

Luca Farinotti (Il Mané – fanzine sulla poesia del calcio | un progetto di Garrincha Edizioni)

 

andrea pisanu, Garrincha Edizioni, luca farinotti, silvio baldini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© Luca Farinotti. All rights reserved.